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A 4 chilometri dall’Agriturismo, seguendo per un breve tratto la vecchia statale 106, si sale verso il centro storico di Corigliano Calabro, il cui nome deriva secondo alcuni dal greco “Korion Elaios” (giardino degli ulivi). Il paese, con le sue caratteristiche case disposte a gradinata su di un poggio, un tempo Colle Serratore, è dominato dal Castello normanno. Eretta da Ruggero il Guiscardo intorno al 1100, la fortezza ha visto avvicendarsi nel corso dei secoli numerosi reggenti, dai principi Ruffo (XV sec.), ai duchi Saluzzo (XVIII sec.) fino ai Baroni Compagna (XIX sec.). Caratterizzato da quattro torri merlate e da elementi durazzesco-aragonesi, il Castello è stato riportato agli antichi splendori da un recente restauro ed è oggi prestigiosa sede di mostre temporanee, convegni e manifestazioni di altissimo livello.
Di particolare interesse a Corigliano Calabro sono le numerose e caratteristiche chiese. Alla porte del centro storico, non lontano dal torrente Coriglianeto, merita una sosta la Chiesa del Carmine, già sede monastica, che conserva nella facciata tre portali in pietra di arte gotica-napoletana dei secoli XIV-XV. Entrando nell’abitato di Corigliano, si rasenta la Chiesa di Sant’ Antonio da Padova (XVI sec.), ravvivata dal rivestimento di maioliche policrome della cupola e delle cupolette. Salendo lungo via Roma, si giunge alla Chiesa di S. Francesco di Paola, dove sono visibili tracce di un precedente insediamento risalente al XV-XVI secolo, oltre ad un affresco raffigurante la Trinità e datato intorno al Quattrocento. L’opera, scoperta durante i recentissimi restauri, è subito balzata all’attenzione degli esperti d’arte. Da non perdere, una visita alla Chiesa Parrocchiale di Santa Maria, dove è visibile un coro ligneo intagliato del Settecento e alla Chiesa di San Pietro, che custodisce la splendida Madonna dell’Odigitria, tavola bifacciale risalente al Quattrocento.
Nell’entroterra, a breve distanza da Corigliano Calabro, s’incontrano i caratteristici “paesi albanesi” come San Demetrio, San Cosmo e San Giorgio Albanese, ove ancora sopravvivono la lingua arbresh e le antiche tradizioni che risalgono ad un passato lontano, quando gli Albanesi si rifugiarono in Calabria per sottrarsi alle persecuzioni dei Turchi.
Proseguendo lungo la statale 106 in direzione sud, fra boschi verdeggianti, si trova Santa Maria del Patire o Pathirion, antico monastero basiliano sorto agli inizi del secolo XII° ad opera del Beato Bartolomeo da Simeri. A breve distanza vi è Rossano, con il suo grazioso centro storico e ricca di importanti testimonianze del passato. Fra esse spicca il Codex Purpureus, detto anche Rossanensis, preziosissimo evangeliario greco realizzato nel V-VI sec. d.C. forse in Siria o in Palestina e giunto qui tra il IX e il X secolo. Custodito presso il Museo Diocesano, il manoscritto è considerato il più alto esempio al mondo di codice greco miniato ed oltre all'enorme valore storico-filologico, è un esempio di perfezione formale e di equilibrio compositivo. Alle porte di Rossano, merita una sosta il Museo della Liquirizia Amarelli, che ha sede nella storica residenza d’impianto quattrocentesco ove tre secoli fa venne avviata l’importante produzione di liquirizie.
Ad appena tre chilometri dall’Agriturismo, si estendono le spiagge di sabbia e ghiaia di Schiavonea, mentre innumerevoli altre spiagge di grande bellezza, si estendono un po’ dovunque nei comuni marittimi nelle vicinanze di Corigliano fra cui Trebisacce, Rossano e Roseto Capo Spulico, quest’ultima nota per il suo castello a picco sul mare.
Percorrendo la statale 106 bis in direzione nord, si giunge a Sibari, antica colonia achea sorta intorno al 750 A.C. Grazie all’elevato splendore raggiunto qui dai Sibariti, fu possibile il conio di moneta e la fondazione di sub-colonie della Magna Grecia fra le quali Paestum. Oggi, sono visitabili a Sibari il Parco e il Museo Archeologico.
Non lontano da Corigliano, si ergono il massiccio del Pollino e l’altopiano della Sila, che con i loro parchi naturali dai colori cangianti secondo le stagioni, offrono interessanti opportunità di escursione. Lungo le pendici del Pollino si può ammirare il caratteristico pino loricato, conifera che per la conformazione della corteccia prese il nome dalla corazza dei soldati romani (Lorica). Questa particolare varietà di pino, tipico elemento della vegetazione locale, s’incontra nel resto del mondo unicamente in Grecia, sul monte Athos. L’altopiano della Sila, suddiviso in Sila Grande e Sila Piccola, è meta invernale molto frequentata dagli amanti dello sci. In particolare, nella Sila Grande, merita un’escursione la Riserva di Fallistro, dove si possono ammirare “i giganti della Sila”, una cinquantina di larici e aceri montani di dimensioni colossali, alcuni dei quali raggiungono un’altezza di quaranta metri e un diametro di due.
















